Raccontaci un po' di te:
Quali sono le tue passioni nella vita e chi sei professionalmente?
Ciao Andreea, sono una designer multidisciplinare e illustratrice. Sono specializzata nella creazione di brand e visual identities e supporto nel design grafico I miei clienti. Recentemente ho iniziato a lavorare come Surface Pattern Designer.
Sono appassionata di storie, adoro sapere cosa smuove emotivamente le persone a creare un proprio marchio, a mettersi in proprio e a lanciarsi aprendo la propria startup. Il disegno ha da sempre accompagnato le mie giornate, I momenti belli e quelli più bui. Il movimento, la danza, I viaggi, esplorare e conoscere nuovi paesi e culture sono sempre stati una grande fonte di ispirazione, oltre che di gioia: tutto questo mi fa percepire il mondo come un bellissimo posto, dove c’è tanto di buono, tanto di nobile.
Che cosa significa per te il colore e come lo utilizzavi prima di scoprire il metodo RAH?
Personalità, gioia, carattere, emozioni: in una parola sola, vita. Il colore ha solo significati positivi per me ad oggi. Ma non è sempre stato così, infatti, ho un passato un po’ travagliato con il colore.
Nonostante l’abbia sempre adorato, nelle sue tonalità più sgargianti e brillanti, crescendo, ho adottato la mentalità ahimè comune della “praticità”. Il colore rappresentava un’aspetto frivolo delle cose, non necessariamente funzionale, anzi, qualcosa che semmai complicava.
“I muri in casa è meglio tenerli tutti bianchi, aprono gli spazi, li rendono più ariosi”
“Nell’abbigliamento prediligi colori neutri, come il nero e il grigio, vanno con tutto e li puoi mettere sempre!”. Chi non si è mai sentito dare questi suggerimenti?
Così facendo non mi sono accorta che stavo togliendo personalità (e gioia!) a me stessa prima di tutto. Mi sono abituata a vestire solo outfit total black, poichè in passato lavoravo come makeup artist, e il dress code richiesto era sempre e comunque nero.
Quando ho lasciato questo settore, la voglia di integrare il colore nella mia vita non era più un desiderio, quanto un disperato bisogno. Ho avuto uno shock ad aprire il mio armadio composto esclusivamente da capi neri, con un’eccezione di blue jeans. Ho piano piano ricominciato a integrare il colore, partendo dall’unico capo coloratissimo che avevo: una blusa estiva bianca e gialla che adoravo. La stessa cosa è successa con le mie illustrazioni: dal dipingere esclusivamente con l’acquerello nero, ho ampliato la mia palette lentamente, fino a rendere l’uso sofisticato del colore un mio cavallo di battaglia.
Quando si trattava di studiare le palette colore per le brand identities dei miei clienti avevo sempre un approccio molto cerebrale: chiedevo direttamente al cliente se ci fossero dei colori che proprio non voleva vedere apparire nel progetto, e quali fossero i colori che in genere gli/le piacevano. Il risultato erano 3-4 round di revisioni. Il cliente era comunque contento con la soluzione finale, ma il tempo impiegato nella creazione delle palette era spesso maggiore di quanto preventivato.
Prima di frequentare il corso con Andreea, percepivo il colore come un impiccio quasi, una cosa complessa da affrontare, sia a livello personale che professionale.
Quando ho lasciato questo settore, la voglia di integrare il colore nella mia vita non era più un desiderio, quanto un disperato bisogno. Ho avuto uno shock ad aprire il mio armadio composto esclusivamente da capi neri, con un’eccezione di blue jeans. Ho piano piano ricominciato a integrare il colore, partendo dall’unico capo coloratissimo che avevo: una blusa estiva bianca e gialla che adoravo. La stessa cosa è successa con le mie illustrazioni: dal dipingere esclusivamente con l’acquerello nero, ho ampliato la mia palette lentamente, fino a rendere l’uso sofisticato del colore un mio cavallo di battaglia.
Quando si trattava di studiare le palette colore per le brand identities dei miei clienti avevo sempre un approccio molto cerebrale: chiedevo direttamente al cliente se ci fossero dei colori che proprio non voleva vedere apparire nel progetto, e quali fossero i colori che in genere gli/le piacevano. Il risultato erano 3-4 round di revisioni. Il cliente era comunque contento con la soluzione finale, ma il tempo impiegato nella creazione delle palette era spesso maggiore di quanto preventivato.
Prima di frequentare il corso con Andreea, percepivo il colore come un impiccio quasi, una cosa complessa da affrontare, sia a livello personale che professionale.

"Da quando utilizzo il metodo RAH, ho ridotto al minimo i turni di feedback: le palette di colori sono sempre state approvate immediatamente."
Quale valore intendi offrire ai tuoi clienti attraverso il tuo lavoro?
Connessione, emozione, presenza ed empatia. Tutto ciò che è racchiuso in queste parole è ciò che cerco sempre di offrire ai miei clienti.
Specialmente come brand designer, non penso che il mio ruolo si limiti solo a questo. Capire a fondo un brand, le persone che ci sono dietro e aiutarle a mettersi là fuori, proporsi e vendersi con sicurezza creando un’immagine visiva forte e carattetteristica richiede tanto ascolto, presenza ed empatia.
Come I miei clienti mirano a portare valore nel mondo, il mio obiettivo è dare a quel valore una forma visiva appropriata, affiancandoli costantemente.

Infine, i tuoi pensieri personali: quali speranze hai per il futuro del tuo campo?
Il nostro è un lavoro che ancora prima di basarsi su funzionalità, vendite, aumento dei followers, crescita degli iscritti alle newsletters, raggiungere il target audience, è prima di tutto creare basandoci sulle emozioni che stimoliamo nell’osservatore.
Di coltivare questa consapevolezza aggiornandosi, approfondendo, ed essendo sempre curiosi. In un mondo fatto sempre di più di macchine e intelligenza artificiale, auguro di non perdere mai quell’umanità e passione nella nostra creatività.
In che modo il metodo RAH ha trasformato il tuo approccio al design?
Il metodo RAH mi ha permesso di velocizzare I tempi, avendo un approccio più effettivo nella creazione di palette colori efficaci che parlassero chiaro e forte dell’identità del cliente.
Da quando uso il metodo RAH ho minimizzato i round di feedback: le palette colori sono sempre state approvate subito, con l’esigenza di adattamenti minimi per armonizzare il colori tra di loro (contrasti, chiari, scuri)
Lato umano, emoziona tantissimo il cliente. Ha aumentato il coinvolgimento del cliente nel progetto, e questo ha permesso di avvicinare tanto I clienti al processo creativo di una brand identity.

Quale valore intendi offrire ai tuoi clienti attraverso il tuo lavoro?
Connessione, emozione, presenza ed empatia. Tutto ciò che è racchiuso in queste parole è ciò che cerco sempre di offrire ai miei clienti.
Specialmente come brand designer, non penso che il mio ruolo si limiti solo a questo. Capire a fondo un brand, le persone che ci sono dietro e aiutarle a mettersi là fuori, proporsi e vendersi con sicurezza creando un’immagine visiva forte e carattetteristica richiede tanto ascolto, presenza ed empatia.
Come I miei clienti mirano a portare valore nel mondo, il mio obiettivo è dare a quel valore una forma visiva appropriata, affiancandoli costantemente.