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Elisabetta Polese

E | P

Architect

Raccontaci un po' di te:
Quali sono le tue passioni nella vita e chi sei professionalmente?

Sono un'architetto d'interni, amo moltissimo il mio lavoro, amo tutto quello che è creatività. Mi piacciono le linee architettoniche nell'abbigliamento e nei gioielli. Sono un'amante dei gioielli contemporanei e amo creare i miei gioielli con materiali inaspettati e non necessariamente pregiati. Allo stesso modo cerco di creare spazi che riflettano il modo di vivere di chi si affida a me e che facciano sentire bene e in armonia. Mi definisco “ Architetto empatico” perchè in ogni segno e gesto progettuale cerco di tradurre le aspirazioni e i sogni del cliente, attraverso un metodo consolidato, che porta l'idea iniziale alla realizzazione di un ambiente unico e personale.

Che cosa significa per te il colore e come lo utilizzavi prima di scoprire il metodo RAH?

Sono sempre stata attratta dal colore e dalle sue infinite varianti e variazioni e ho sempre riconosciuto in meuna sorta di capacità innata di gestire la sua presenza all'interno degli mbienti al fine di creare armonia e personalità. Prima del metodo RAH la mia visione del colore era sicuramente istintiva e intuitiva: entravo in uno spazio e vedevo letteralmente un colore per quello spazio. Los sentivo e lo utilizzavo. E i clienti ne erano sempre soddisfatti.

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"Il metodo RAH mi ha permesso di entrare in contatto ancora più profondamente con il cliente, creando un canale di comunicazione diretto."

Quale valore intendi offrire ai tuoi clienti attraverso il tuo lavoro?

“Eleganza e sartorialità a servizio del cuore" è il mantra del mio progetto “La casa empatica”, un modo unico di affrontare un lavoro, in cui empatia e minuziosa ricerca del progetto su misura sono fondamenti irrinunciabili. Da sempre cerco di creare relazioni con le persone e trovo determinante lavorare in armonia e in ascolto. Ogni mio progetto è diverso dall'altro perché uniche sono le persone che lo abiteranno.

Infine, i tuoi pensieri personali: quali speranze hai per il futuro del tuo campo?

Mi auguro e auguro a tutti i colleghi di imparare ad affrontare il mondo degli interni con la presenza costante di amorevolezza verso le persone e di curiosità verso i materiali, adottando un uso costante della sensibilità verso il colore in tutte le sue sfaccettature, con il fine ultimo di creare spazi che facciano sentire a casa chi li deve utilizzare.

In che modo il metodo RAH ha trasformato il tuo approccio al design?

Quando ho incontrato Andreea e il metodo RAH su Instagram è stato amore a prima vista.
Oggi, attraverso l'uso del test, intercetto da subito i colori che fanno la differenza, quelli che il cliente ama e che fanno parte del suo vissuto personale.
Adottare il metodo RAH ha cambiato completamente il mioapproccio al colore. Ha intensificatoil mio sentire, lo ha codificato e mi ha permesso di entrare ancora di più profondamente in empatia con il cliente e di creare un canale di comunicazione diretto e,oserei dire, quasi chirurgico.
Non è solo una questione di progetto. È un fatto umano. Una connessione profonda con chi mi sta di fronte. Una sorta di atto magico. La palette diventa l'immagine di un'anima a colori e attraverso di essa si scoprono le attitudini e l'inclinazione del cliente.
Quello che amo di questo test è la capacità di aver riportato la decorazione all'interno del sistema complesso che aiuta a progettare una casa sartoriale in modo empatico e unico, che faccia star bene chi la abita.

Quale valore intendi offrire ai tuoi clienti attraverso il tuo lavoro?

“Eleganza e sartorialità a servizio del cuore" è il mantra del mio progetto “La casa empatica”, un modo unico di affrontare un lavoro, in cui empatia e minuziosa ricerca del progetto su misura sono fondamenti irrinunciabili. Da sempre cerco di creare relazioni con le persone e trovo determinante lavorare in armonia e in ascolto. Ogni mio progetto è diverso dall'altro perché uniche sono le persone che lo abiteranno.

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